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| Buttigliera |
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Comune
di BUTTIGLIERA D'ASTI Piazza Vittorio Veneto, 3 14021
BUTTIGLIERA D'ASTI (ASTI) Telefono: 0119921812 /
0119921237 Fax: 0119921300
Abitanti:
1.959 Superficie territorio:
18,82
Kmq |
Buttigliera
nasce nel sorse negli anni 1263-69 per volonta' del comune di Asti,
il quale, tolto il castello di Mercuriolo ai conti di Biandrate,
costrinse i suoi uomini a insediarsi nella regione detta Butiglaria,
a meno di un chilometro a nord del castello. Divenuti di diritto
cittadini di Asti, i buttiglieresi godettero per molto tempo di
un'ampia autonomia amministrativa e giudiziaria, testimoniata anche
dagli statuti locali rifatti nel 1471. Nel sec. XVI la vita del
paese fu sconvolta da pestilenze e soprattutto dalle guerre tra
francesi e spagnoli che insanguinarono il Piemonte fino al 1559,
quando le terre astigiane passarono sotto il dominio di Emanuele
Filiberto di Savoia. Da questo duca il comune ottenne la conferma
degli statuti e la conservazione di tutti gli antichi privilegi.
Tale autonomia duro' fino al 1619, allorche' Buttigliera fu
infeudata al generale Ernesto di Mansfeld. Dopo di lui il feudo
passo' a Matilde di Savoia, sorella del duca, poi a Bernardino
Gentile, generale delle finanze. In seguito pervenne ai Baronis,
quindi all'avvocato Giuseppe Biglione e finalmente ai Freilino,
conti di Pino. Le infeudazioni non furono, pero', le peggiori
sventure: nel Seicento e nei primi decenni del Settecento il paese
soffri' per epidemie, carestie e in modo particolare per i frequenti
passaggi di soldatesche, spesso accompagnati da saccheggi e
distruzioni. La situazione migliorò dopo la pace di Aquisgrana
(1748). Cessate le guerre, Buttigliera parve rifiorire. Si
svilupparono le attività agricole e commerciali e ciò favorì il
rinnovamento edilizio e la crescita della popolazione. Si affermò
«l'industria dei vasi terracei» divenendo la più rinomata della
provincia. Nel 1814 l'erudito astigiano Gian Secondo De Canis visitò
il paese, descrivendolo con termini lusinghieri. Ammirò, infatti, la
sua campagna «fertilissima di grani, canape e lini»; i pendii
collinari ricoperti di «belle vigne»; l'orto botanico del conte
Freilino, «il migliore che vi sia in Piemonte, provvisto di oltre
seimila piante tutte rare» (scomparso alla fine dell'800); le strade
regolari dell'abitato «quanto mai bene fiancheggiate da belle
fabbriche e ben comode». In effetti nella seconda metà del
Settecento si restaurarono o si costruirono ex novo, strade, case,
cascine, palazzi e chiese. Nel 1789 fu terminato il nuovo campanile
della parrocchiale, grazie al lavoro gratuito degli abitanti.
L'opera per le sue belle forme e per la sua altezza divenne ben
presto il simbolo del paese. In quegli
anni la popolazione iniziò ad aumentare e tale tendenza continuò per
tutto l'Ottocento. Agli inizi del Novecento si verificò il fenomeno
opposto, a causa di un flusso migratorio verso To |
EVENTI E MANIFESTAZIONI: |
-Carnevale: 1' domenica di febbraio -Festa
della primavera: 1' domenica di giugno -Festa dell'estate:
2' domenica di luglio -Festa patronale San Bartolomeo:
ultima settimana di agosto -Mostra della razza bovina
Piemontese: ultimo lunedi' di agosto -Festa Sant'Orsola
-fiera : ultimo lunedi' di ottobre -Falo' : Notte di
Natale |
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