Villanova nasce
da un monastero di Benedettine costruito grazie ad una donazione di
Ottone III , siamo nell’anno 1001. Attorno al convento si formò un
piccolo borgo di case ed in seguito anche un secondo borgo
“Villanovetta”. Nel secolo XIII inizia un capitolo nuovo nella
storia villanovese : il ricco e potente Comune di Asti, conscio
dell’importanza di Villanovetta come ricco granaio per la
popolazione astigiana ed avamposto strategico, acquistava nel 1248
Villanovetta e fondava “Villa Nuova dell’Astigiana”. La nuova
cittadina seguì le sorti di Asti sino al 1389, anno in cui passò
come dote al Duca di Orleans. Dagli Orleans Villanova ottenne
gli statuti comunali che diventarono legge dal 1 Gennaio 1415
codificandone la piena autonomia. Nel XVI secolo Villanova fu
coinvolta nelle guerre tra Francia e Spagna. La devozione a San
Isidoro patrono di Villanova d’Asti vi giunse con i soldati spagnoli
al seguito di Carlo V. Dopo la santificazione di Isidoro avvenuta
nel 1668 venne eretta la cappella rurale. La festa del Patrono di
Villanova si svolge la prima domenica di settembre. Il simbolo della
medesima è rappresentato dal carro trainato da buoi. Questo carro
ricorda il “Carroccio” medievale su cui la prima domenica di
settembre saliva il Podestà appena eletto per giurare fedeltà agli
statuti del Paese. Ma subito dopo chi desiderava protestare per
abusi o scorrettezze del Podestà uscente aveva diritto di salire sul
carro e dire quel che voleva, senza timore di punizioni. Era uno dei
pochi momenti di libera critica che i nostri antenati avevano.
La prima domenica di settembre noi commemoriamo, seppur
attraverso una forma un pò diversa, ciò che alcune centinaia di anni
fa era il momento più importante della vita politica e sociale della
nostra comunità. L’attuale carro e’ stato costruito nel 1790 e su di
esso salgono a turno alcune persone che, in dialetto piemontese,
espongono, in versi, fatti ed avvenimenti di Villanova riferiti
all’anno appena trascorso. Questi versi vengono chiamati “strambot”.
Da circa 200 anni la compagnia di San Isidoro nomina due rettori:
uno per le cascine , l’altro per il Paese. Allo strambottista
che fa l’offerta maggiore i rettori consegnano il “cappello” e la
fascia tricolore con il titolo “Re della Festa”. Tale onorificenza
gli permette di partecipare gratuitamente ai pranzi, ai balli ed
alle gare in programma. |